VIVERE LA PRATO DI DOMANI

Documento finale del lavoro dei tavoli di partecipazione “Giovani idee: nuovi spazi, nuove opportunità”, “Costruire il futuro nella scuola”, “Nuovi cittadini: politiche per l’integrazione”, “Città viva, città sicura, città curata” – 5 aprile 2014 #cambiaprato con Matteo Biffoni Sindaco

 Immaginiamo una città che sia accogliente per tutti quelli che la abitano inclusi i bambini, gli studenti e i nuovi pratesi e un’amministrazione che ascolti i suoi cittadini con un continuo scambio di idee tra amministrazione e cittadinanza.

Una città accogliente è innanzitutto una città viva e curata. Vogliamo una Prato viva 24 ore su 24, 7 giorni su 7 con una serie di iniziative che permettano di ridar vita di giorno e di notte a zone della città che oggi sono in stato di abbandono sostenendo chi vuole realizzarvi delle iniziative o aprirvi attività commerciali.

Per questo proponiamo:

  • una pianificazione degli orari di apertura delle attività commerciali per una copertura anche delle ore più critiche per la sicurezza come il primo pomeriggio o l’ora di cena. Siamo consapevoli che una città sempre viva può creare disagi, è quindi necessario un patto con i residenti per gestire i problemi che potrebbero emergere;
  • una città che non ha bisogno dei militari, perché ha forze dell’ordine dotate di mezzi adeguati per presidiare il territorio e intervenire tempestivamente. Per questo dobbiamo implementare il Patto per Prato sicura e rilanciare la figura del vigile di quartiere in servizio esterno;
  • una città che, anche attraverso il recupero delle aree verdi permetta ai bambini e alle loro famiglie di riappropriarsi di spazi di cui dovrebbero essere utenti privilegiati anche attraverso la loro gestione da parte di associazioni del territorio;
  • una Prato che non è solo il suo centro storico, come vuole la retorica del salotto buono, ma che sa dare nuova linfa alle periferie e a tutte le frazioni che in questi anni sono state abbandonate a se stesse. Occorre un piano di riqualificazione e lo spostamento di alcuni uffici pubblici dal centro alle zone periferiche.

 

La città dei bambini e dei giovani passa prima di tutto dalla scuola grazie a:

  • ambienti adeguati e sicuri, dotati di spazi qualificati ed attrezzati con gli strumenti più innovativi (come la fibra ottica). Bisogna garantire la manutenzione degli edifici scolastici con un global service efficiente. E’ necessario investire fortemente nell’edilizia scolastica con vincoli ben precisi per le ditte che partecipano alle gare di appalto;
  • un tempo-scuola adeguato alle necessità delle famiglie e alle esigenze formative degli studenti, flessibile e differenziato, integrato con le potenzialità educative e formative del territorio;
  • servizi (biblioteche, mensa, trasporto, pre e post scuola, sussidi didattici, buoni libro) sempre più efficienti ed attenti alle necessità emergenti dell’utenza scolastica;
  • una programmazione dell’offerta formativa condivisa e coordinata dagli istituti scolastici di ogni ordine e grado in stretta connessione con le realtà formative e culturali presenti in città (ad esempio con un accordo tra scuole, istituzioni museali e gestori dei servizi di mobilità per diminuire i costi delle uscite scolastiche);
  • una scuola inclusiva impegnata nella valorizzazione delle singole potenzialità, al raggiungimento del successo formativo di ciascun alunno all’interno del percorso scolastico per ridurre sensibilmente il fenomeno della dispersione scolastica. Una scuola aperta dove nelle ore pomeridiane possano svolgersi iniziative, laboratori e attività di recupero e sostegno, anche con l’aiuto di associazioni e volontari del servizio civile;
  • un servizio di orientamento gestito non solo dalle scuole, ma anche a livello istituzionale in modo da poter fornire agli studenti tutte le informazioni necessarie per una scelta libera e consapevole;
  • l’investimento nell’educazione interculturale sostenendo all’apprendimento della lingua italiana da parte degli alunni non italofoni, potenziando il protocollo di accoglienza degli alunni stranieri. Si deve passare dalla figura del facilitatore linguistico a quella di un consulente che possa aiutare gli insegnanti a creare dei percorsi didattici personalizzati per i singoli alunni. E’ opportuno coinvolgere maggiormente le famiglie e incentivare il plurilinguismo anche attraverso l’insegnamento di lingue extraeuropee già alle medie. L’integrazione nelle scuole si fa anche evitando la nascita di classi ghetto costituite solo da alunni di origine italiana o da soli alunni di origine straniera, questo fenomeno può essere evitato anche attraverso una revisione dello stradario delle scuole dell’obbligo;
  • una pianificazione della rete scolastica in risposta alla leva in grado di accogliere tutti fin dall’asilo nido, inteso come primo vero momento educativo nella crescita del bambino.  Tutela degli asili nido e delle scuole dell’infanzia pubbliche e garanzia della qualità dei servizi dati in gestione a soggetti privati. Possibilità di iscrivere i propri figli anche in strutture fuori dal proprio comune di residenza, ma più vicine al luogo di lavoro;
  • una vera città universitaria che valorizzi il PIN, il polo universitario pratese, con nuovi rapporti tra didattica, ricerca e innovazione, stage aziendali territoriali e sbocchi lavorativi concreti. Ampliare il collegamento con le università straniere presenti in città. Creare un vero e proprio campus universitario con servizi per gli studenti quali alloggi e mensa universitaria;
  • una formazione rivolta agli adulti, per i quali occorre valorizzare la realtà del CTP e il progetto “scuola in carcere”, per garantire un adeguato livello di formazione anche per i detenuti della Dogaia di Prato. Utilizzare la rete e i media locali per iniziative di alfabetizzazione e insegnamento della lingua italiana.

Bisogna poi investire nelle politiche giovanili cioè l’insieme dei servizi che un’amministrazione offre ad una generazione per permetterne l’affermazione sociale ed economica. In particolare vogliamo:

  • un sistema di trasporti efficiente anche nelle ore notturne per quelli che ne sono i principali fruitori;
  • una rete di luoghi di studio presenti nel centro città e nelle singole periferie che si affianchi agli spazi presenti in biblioteca che sono spesso sovraffollati;
  • servizi ai giovani lavoratori, in particolare accesso al credito e percorsi di coworking per sostenere i giovani professionisti che devono far fronte al caro affitti;
  • una rete di promozione e relazione tra i vari luoghi di intrattenimento e incentivi a chi desidera uscire dal recinto della propria attività;
  • sfruttare a pieno le potenzialità di Officina Giovani anche nell’ambito della riqualificazione dell’area dell’ex ospedale rendendola non solo un locale di intrattenimento, ma un contenitore a disposizione di tutte le realtà che operano sul territorio, il fulcro della vita economica e sociale dei giovani pratesi, utilizzando ad esempio i suoi spazi per le iniziative di coworking;
  • organizzare un grande evento culturale che caratterizzi la nostra città rispetto alle altre realtà regionali e nazionali, valorizzandone l’unicità;
  • creare un portale informatico efficiente dedicato esclusivamente ai giovani.

La città inclusiva del futuro non può prescindere dalle necessità dei suoi nuovi cittadini, prima di tutto con una conoscenza più approfondita del nostro territorio attraverso un’attività di ricerca che coinvolga la scuola, i servizi e le esigenze e conoscenze dei migranti.

  • bisogna potenziare i servizi destinati agli immigrati con più punti territoriali e presidii informativi che si avvalgano del sostegno delle tante realtà che operano in città;
  • è necessario creare un luogo di discussione dove le realtà associative e culturali del territorio trovino modo di confrontarsi ed esprimere proposte, individuando una modalità per rendere veramente rappresentativi i portavoce delle singole comunità;
  • la promozione delle culture altre deve andare oltre le semplici iniziative a carattere ludico o gastronomico, ma si devono creare degli spazi dove sia possibile una vera socializzazione tra tutti i cittadini indipendentemente dalla loro provenienza;
  • valorizzare i tavoli interistituzionali per coinvolgere tutte le istituzioni nell’elaborazione delle politiche, anche di quelli di controllo e repressione;
  • garantire l’accoglienza ai profughi attraverso il progetto SPRAR (finanziato da risorse nazionali);
  • aiutare chi volesse tornare in patria attraverso i canali messi a disposizione dal governo;
  • l’amministrazione deve avere un ruolo propositivo nei confronti del Governo in particolare nella richiesta di togliere alle questure e dare ai comuni le competenze sul rinnovo del permesso di soggiorno.

Prato è già e può diventare ancora di più un terreno di sperimentazione di nuove soluzioni a livello nazionale ed europeo.

#CAMBIAPRATO – Vivere la Prato di domani (pdf)

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