“Vogliamo rendere Prato migliore, ed esserne cittadini alla pari di tutti”

È stato un venerdì sera diverso dal solito quello organizzato alla Casa del Popolo di Coiano dai tre circoli PD della circoscrizione Nord.

Si è parlato di integrazione a Prato, insieme a Simone Faggi, responsabile immigrazione della segreteria PD Prato , e Jamal Banoir, Moustapha Diagne e Qamil Zejnati, del CAIP – Comitato autonomo Immigrati Prato: è stata un’occasione per incontrare chi vive la quotidianità di lavoratore, cittadino e immigrato oggi nella nostra città.

I dati più recenti indicano che tra gli immigrati regolarmente soggiornanti il 48 per cento è cinese, e il restante 52 è costituito da etnie che si riconoscono nel comitato. Dopo una breve panoramica di Faggi sulle politiche di integrazione e sulla situazione dei migranti a Prato, facendo riferimento anche al recente sondaggio IRPET sulla comunità cinese , la parola e passata ai portavoce del CAIP.

È Qamil Zejnati, sindacalista cittadino italianodal 2004 il primo a prendere la parola. Rivendica la mancanza di dialogo fra istituzioni e migranti , la mancanza di valorizzazione della persona solo perché straniero. La disumanità dei pur legittimi blitz a sostegno della legalità . Tutte questioni subite in prima persona.

Per Jamal Banoir è il momento di domandarsi che fine abbia  fatto la consulta degli stranieri promessa nel 2009. “Avremmo potuto suggerire che non è sufficiente intervenire sulle seconde generazioni , come sta avvenendo ora a Prato, con politiche integrative – ha sottolineato Banoir. – I figli vivono buona parte del loro tempo in famiglia e respiran0 quanto subiscono i loro genitori. Secondo noi non servono intervenuti, politiche di emergenza, ma politiche che anticipano tragedie come il rogo nel macrolotto. Vogliamo aiutare a gestire, non acuire i conflitti. Amiamo l’Italia , amiamo Prato e la vogliamo anche noi migliore, ma da questa vorremmo essere considerati figli con pari dignità dei nati in Italia”.

News Prequel